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Non dimentichiamo i diritti

Il 27 maggio 1991 con la Legge 176/1991 è stata ratificata dal nostro Parlamento la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono passati ben 25 anni, di strada sicuramente ne è stata fatta, ma tanta è ancora da fare affinchè la convenzione non rimanga lettera morta.
Il Gruppo CRC, un network aperto ai soggetti del Terzo Settore che si occupano di infanzia e adolescenza, garantisce un sistema di monitoraggio per verificare l’effettiva attuazione della Convenzione.
Leggendo il 9° Rapporto di aggiornamento possiamo trovare una fotografia interessante dell’Italia di oggi. Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia, di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis ( 63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. 
 
Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano,  e non sono inseriti in un percorso di formazione. 
 
La politiche per l’adolescenza vivono, tra le altre cose, in un limbo trovandosi anche a cavallo tra quelle dedicate all’infanzia e quelle rivolte ai giovani. Solo per fare un esempio non esistono linee guida sul passaggio dal pediatra di famiglia al medico di medicina generale. Vengono affidate alla “ragionevolezza” di chi si incontra.
 
L’adolescenza è uno dei numerosi focus presenti nel documento, alla cui redazione hanno contribuito 134 operatori delle 91 associazioni del Gruppo CRC. Il Rapporto approfondisce 50 tematiche che ricalcano i raggruppamenti dei diritti della CRC. 
 
La mappatura della situazione individua criticità su più fronti. A partire da quello istituzionale, che vede delle importanti lacune sotto il profilo della Governance delle politiche a supporto dell’infanzia e degli adolescenti. 
 
Numerose leggi sono ancora ferme in Parlamento, quali: la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei Minori stranieri non Accompagnati; l’acquisizione della cittadinanza per i minorenni di origine straniera, ancora disciplinata dalla legge del 1992. 
 
Tanta strada quindi è ancora da fare…

Scarica il nono Rapporto di Monitoraggio della Convenzione dei diriti dell’infanzia e dell’adolescenza.

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